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mercoledì 5 agosto 2009

Due al massimo


L'intervento di Enrico Franceschini su Repubblica (Di ritorno dalla FLorida / 2) mi ha fatto venire in mente una collega che l'altro giorno mi parlava della sua speranza di portare i suoi figli a fare un giro dei grandi parchi di divertimento in Italia con il camper.

Franceschini dice una cosa assolutamente vera: a dispetto delle differenze tematiche, le attrazioni si ripetono identiche da un parco all'altro in una sorta di coazione a rivivere in mondi diversi le stesse esperienze, ossessivamente.

Ragazzi, se avete un camper e magari dei figli, fatelo il giro dell'Italia. Ma, vi prego, di parchi visitatene uno solo. Due al massimo.

martedì 23 giugno 2009

L'estate che avanza


L'estate che avanza, sia pure a singhiozzo tra eccessi di caldo e acquazzoni che proprio ieri, nella mia città, hanno fatto due vittime, ci rimanda al rapporto tra educazione e tempo libero.
L'educatore non va in vacanza appare uno slogan poco promettente, eccessivamente severo e bigotto, di fronte al quale personalmente provo immediatamente il sapore dell'inevitabile dovere, del sacrificio, perfino del rammarico.
Proviamo a vedere se possiamo riscriverlo: L'educatore è tale anche in vacanza.
Va meglio? :) Che tipo di azioni ne facciamo discendere?
La prima, evidente, è che la maggior quantità di tempo libero (spesso per i ragazzi, ma non è sempre vero per gli animatori) consente delle esperienze diversamente non possibili. I campi scuola, certo, ma anche le gite, i tornei, le passeggiate... Sono opportunità da cogliere, dove spesso i ragazzi mostrano più che in altre occasioni ciò che sono davvero.
La seconda è che l'animatore deve provare a riscrivere il proprio ruolo in questi contesti più informali senza diventare l'amicone dei ragazzi, i quali gli amiconi se li scelgono tra loro e non siamo noi.
Buon divertimento.