lunedì 6 aprile 2009
Il dramma e la determinazione
L'orrore e la speranza. A chi di noi ha dei cari sotto le macerie o in ospedale, appeso tra la vita e la morte; a quei ragazzi, giovani, che la vita l'hanno persa; a quelle famiglie sospese tra il pericolo scampato e una casa che non c'è più; a quelli che stanno portando soccorso nella sofferenza; a loro va il nostro pensiero e la nostra preghiera, della Redazione di Animare.it, della Comunità della Casa e mia.
domenica 5 aprile 2009
A corto di idee
Sono un paio di settimane che, particolarmente concentrato sul lavoro, non riesco a pensare granché da scrivere. E siccome a me non piace parlare senza aver nulla da dire, non l'ho detto.
Chi non ha nulla da dire lo vada a dire da un'altra parte, si potrebbe dire, parafrasando un bel cartellone che dominava l'ingresso alla direzione dell'Oratorio, anni fa.
Voglio rompere il silenzio e affrontare la sindrome della textbox vuota perché tutto questo mi ricorda le tante richieste che arrivano al Punto di Domanda, il servizio di Animare.it che fornisce aiuto agli animatori in cerca di idee o di soluzioni.
Proprio per essere vicini a tutti voi nasce Animare.it, del quale questo blog è un'espressione.
E allora, semplicemente, stasera voglio solo lasciarvi un saluto e l'augurio, di Buona Pasqua.
Chi non ha nulla da dire lo vada a dire da un'altra parte, si potrebbe dire, parafrasando un bel cartellone che dominava l'ingresso alla direzione dell'Oratorio, anni fa.
Voglio rompere il silenzio e affrontare la sindrome della textbox vuota perché tutto questo mi ricorda le tante richieste che arrivano al Punto di Domanda, il servizio di Animare.it che fornisce aiuto agli animatori in cerca di idee o di soluzioni.
Proprio per essere vicini a tutti voi nasce Animare.it, del quale questo blog è un'espressione.
E allora, semplicemente, stasera voglio solo lasciarvi un saluto e l'augurio, di Buona Pasqua.
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martedì 17 marzo 2009
Il suicidio degli adolescenti
La morte e i giovani, o i giovani e la morte. L'ossimoro per eccellenza richiederebbe ben altro che un post per essere trattato, e infatti non ci proverò.
Sabato 14 marzo, l'ottima trasmissione di Radio24 Questa casa non è un albergo, aveva come tema il suicidio degli adolescenti. Mi ha fatto molto riflettere l'indicazione dell'ospite in studio sul pericolo che, in un caso di suicidio vissuto da una persona a loro vicina, altri adolescenti fossero indotti all'emulazione. "Ciò che bisogna fare è creare occasioni, eventi, in cui gli adolescenti possano parlare di ciò che è successo, e stigmatizzare il comportamento del compagno non come eroismo, ma come atto di vigliaccheria, un tradimento verso tutti coloro che gli volevano bene".
Sono parole che sposo in pieno.
Credo che sia più facile per molti di noi approcciare la questione nei modi del pietismo o del sociologismo. O della colpevolizzazione collettiva. Ma, educativamente, sono convinto che sia quell'altra la strada da intraprendere. Il perdono cristiano, l'affidare a Dio il senso morale ultimo e la salvezza della vita dell'adolescente morto vanno lasciati al secondo passo. Il primo deve passare - dolorosamente - dalla presa di distanza convinta e determinata.
Sabato 14 marzo, l'ottima trasmissione di Radio24 Questa casa non è un albergo, aveva come tema il suicidio degli adolescenti. Mi ha fatto molto riflettere l'indicazione dell'ospite in studio sul pericolo che, in un caso di suicidio vissuto da una persona a loro vicina, altri adolescenti fossero indotti all'emulazione. "Ciò che bisogna fare è creare occasioni, eventi, in cui gli adolescenti possano parlare di ciò che è successo, e stigmatizzare il comportamento del compagno non come eroismo, ma come atto di vigliaccheria, un tradimento verso tutti coloro che gli volevano bene".
Sono parole che sposo in pieno.
Credo che sia più facile per molti di noi approcciare la questione nei modi del pietismo o del sociologismo. O della colpevolizzazione collettiva. Ma, educativamente, sono convinto che sia quell'altra la strada da intraprendere. Il perdono cristiano, l'affidare a Dio il senso morale ultimo e la salvezza della vita dell'adolescente morto vanno lasciati al secondo passo. Il primo deve passare - dolorosamente - dalla presa di distanza convinta e determinata.
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