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giovedì 12 febbraio 2009

Scegliere la scuola superiore


Ho avuto modo di raccogliere l'altro giorno la testimonianza di un'amica alle prese con la scelta di suo figlio della scuola superiore.

La preoccupazione di un genitore è tanta; la scelta è importante e andrebbe ponderata attentamente.

Da parte mia, pensavo al ruolo che può avere un animatore di gruppo in questo senso. Tredici anni sono un bel momento per un'unità di percorso sull'identità, la conoscenza di sè, le proprie doti (i doni, i talenti... sicuro che non ci sia nulla dell'educazione alla fede in questo?).

Poi c'è il dialogo, le volte in cui i ragazzi parlano spontaneamente di loro, regalandoci improvvisi e vertiginosi voli sugli altopiani del loro cuore, dei loro sentimenti.

Non sempre abbiamo una parola da portare e allora impariamo ad ascoltare; poi, quando è possibile, offriamo delle occasioni per riflettere, per dare un rimando: che peso ha il parere dei tuoi genitori su questo? sei sicuro che una scelta come questa debba essere strettamente legata a ciò che scelgono i tuoi amici? in che modo pensi che scegliere quella scuola ti aiuterebbe a sviluppare i questo tuo particolare dono?

A voi è successo di dialogare su questo con i ragazzi? Come è andata?

Metti che un giorno un ragazzo...

A proposito di internet, ragazzi e sicurezza, specialmente ai più giovani tra noi, potrà capitare di raccogliere le confidenze dei ragazzi su episodi e situazioni vissute. Queste possono mettere l'animatore in seria difficoltà sull'atteggiamento da tenere, rappresentando uno dei momenti in cui si ricorderà che essere animatori non è giocare a pallone con i ragazzi.

  • Il ragazzo mi sta comunicando vissuti reali o delle fantasie?
  • In un caso o nell'altro, quale funzione stanno assolvendo nell'esperienza attuale del giovane?
  • Bisogna dirlo ai genitori? E in che modo? E chi glielo dirà? Sono preparati a gestire la situazione? Vanno aiutati? Come?
  • Nel mio ambiente educativo, c'è qualcuno autorevole e preparato con cui confrontarmi e chiedere aiuto (non è detto che il Parroco sia sempre la scelta migliore)? C'è un'équipe di animatori seria e preparata con cui confrontarmi?
  • In quali casi dovrei al più presto segnalare i fatti alle forze dell'ordine? Che succederà poi?

Era solo una prima lista di domande. Provate a rispondere.

Ragazzi in rete: lo spazio degli educatori.

Raccogliendo l'invito del Papa, ci può essere un posto per noi educatori nel rapporto tra i ragazzi e la rete? Io penso di sì. Ovviamente, anche noi possiamo parlare con loro e dare il nostro contributo:

  • Possiamo verificare e confrontarci con loro sul posto che ha l'uso della rete nella gestione complessiva del tempo libero
  • Possiamo verificare e incoraggiare il dialogo con i genitori sia su episodi vissuti dai ragazzi che in generale su Internet e i siti frequentati
  • Molti di noi possono anche accompagnare ed incoraggiare i genitori in tal senso, indicando le linee per il dialogo da sostenere e promuovendone la crescita anche in altre direzioni
  • In quanto persone adulte (o più grandi), autorevoli, nella rete di relazione dei nostri ragazzi, possiamo incoraggiarli ad adottare le misure di sicurezza necessarie per "non cadere nella rete".
  • Dobbiamo dare testimonianza di comportamenti rigorosi sia nel vissuto telematico che - soprattutto - nelle relazioni quotidiane in gruppo, in cortile, sul campo di gioco.

L'ultimo punto secondo me è il più importante perché mette in dialogo l'esperienza telematica con quella reale e può rappresentare per i ragazzi il modello di ogni relazione corretta tra sè ed un adulto estraneo.

Ci sarebbe da entare ancora più nel merito, ma per ora basta così. Ci sono altri spazi da rivendicare? Che problemi si pongono? Postate, gente, postate...

Non cadere nella rete

Si rincorrono da tempo gli allarmi e le preoccupazioni per il crescente uso della rete da parte dei ragazzi e dei bambini. Di tanto in tanto qualche notizia di cyberbullismo, truffe, abusi subiti (ma anche, non di rado, provocati) da ragazzini buca il muro dell'informazione e si fa strada lasciando smarriti i genitori, spesso meno competenti dei figli, che non riescono a fare un bilancio adeguato tra opportunità e rischi di un'appendice relazionale come quella rappresentata dal pc e dal telefonino.

Tra i tanti altri, segnaliamo l'ultimo nato tra i siti che intendono fornire informazioni sull'argomento; Non Cadere Nella Rete è un sito realizzato dal Movimento Italiano Genitori, con la Polizia Postale e la Symantec (Norton & C., per intendersi) che propone una serie di misure piuttosto corpose per difendere i ragazzi dall'uso improprio di internet da parte loro o di altri soggetti.

Alcune delle indicazioni fornite sono strettamente educative, altre sono regole di sicurezza da applicare all'uso del PC (e perché non anche del telefonino?).

Le misure educative si centrano prevalentemente sul dialogo; questo è senz'altro un bene e ben venga se la preoccupazione per l'uso del PC potrà essere lo spunto per iniziare un dialogo, che, ci auguriamo, non debba limitarsi a questo.

Devo anche - per inciso - ammettere il mio pessimismo al riguardo ed il timore che solo in una relazione con un dialogo ben avviato questi temi possano essere affrontati con successo.

Il sito mette anche a disposizione due guide, una per i genitori ed una per i ragazzi. Quest'ultima si rivolge piuttosto a preadolescenti e a ragazzi fino ai 13-14 anni e sembra prestarsi anche ad iniziare un dialogo personale o di gruppo su questi temi.

Andate a dare uno sguardo e riportate i vostri commenti. In un prossimo post, ci chiederemo quale può essere, su questo tema, lo spazio di noi educatori