sabato 23 gennaio 2010

Il gioco è ancora una scommessa o la scommessa è un gioco?

Il gioco, tema caro al blog e ad Animare.it, è una dimensione fondamentale delle esperienze di crescita e di costruzione dell’identità personale e sociale di ogni individuo. Quanti in questi anni si trovano a scommettere ancora sul potere educativo del gioco devono confrontarsi con un aspetto per certi versi nuovo e che sta assumendo dimensioni maggiori: il gioco delle scommesse che ha conquistato anche il mondo dei minori
Il Nomisma, Ente di indagine sui fenomeni economici, ha recentemente pubblicato il report Giovani e Gioco (scaricabile da qui) in cui tra le varie percentuali, emerge un crescente coinvolgimento del popolo dei minori nel mondo delle scommesse. L’indagine condotta tra ragazzi di IV e V superiore, descrive il fenomeno come occasionale per la maggior parte degli intervistati (68%); tuttavia sottolinea come una percentuale significativa (il 12%) è attratto dal gioco in quanto via di fuga dai problemi personali.
Come sottolinea il report è doveroso monitorare “per capire in quale modo e con quali dimensioni il fenomeno delle scommesse e del gioco evolve e quali siano le linee di confine che separano la parte positiva del gioco da quella problematica.”
Per noi educatori, il gioco resta una scommessa.

venerdì 13 novembre 2009

Facebook & C.: chi ha detto che il lupo è cattivo?


Una ricente ricerca (sì, è americana, lo ammetto) sull'isolamento sociale e le nuove tecnologie, una cui sintesi è leggibile qui o, per chi l'inglese non lo digerisce, qui, su Repubblica.it, suggerisce che gli strumenti di comunicazione preferiti dai nostri ragazzi, il telefonino, facebook e gli altri social networks, incoraggino i rapporti d'amicizia nella vita reale anzichè ostacolarli o rappresentarne un'alternativa.
I nuovi media incoraggiano la condivisione di argomenti importanti con più amici e l'incontro con persone di culture diverse. La frequentazione di tastiere, mouse e touch screen non ostacola nemmeno la partecipazione ad attività di volontariato, che anzi, trova tra gli accaniti diteggiatori una percentuale di volontari superiore alla media.
Per chi volesse approfondire, questo è il link all'articolo completo.
Non credo che i risultati della ricerca, riusciranno a rendere più esuberante la mia timida partecipazione a Facebook, ma devo dire che non mi sorprendono affatto...

venerdì 30 ottobre 2009

Via alla eQuipe

Oggi le possibilità offerte dalla rete ci consentono di essere ancora più vicini alle persone per cui lavoriamo: gli animatori, i catechisti, i parroci, chi lavora nella pastorale giovanile.
Ci permettono di fare un’esperienza concreta di condivisione e di ricerca. Di condivisione della nostra e vostra esperienza di animatori, degli sforzi quotidiani, delle attese, dei valori, delle scelte concrete che, partecipando a questi incontri, in un modo o nell’altro state mettendo a disposizione di tutti gli altri.
Di ricerca perché l’animazione, nonostante l’esperienza, la metodologia, gli schemi ben fatti e, da oggi, anche la tecnologia del web, resta un’opera di ricerca educativa, di partecipazione ad un cammino, di dialogo tra tanti, il cui premio è l’incontro con Dio nostro e dei ragazzi.
È in gioco il nostro incontro con Dio perché l’animazione, la catechesi, sono modo di essere Chiesa, cammino di fede. E anche tra i più difficili, per chi la vive sul serio.
La Comunità della Casa e noi di Animare.it abbiamo fortemente desiderato di tentare insieme a voi questa strada nuova.
Siamo consapevoli che solo la vostra pazienza e tenacia potrà aiutarci ad andare oltre i limiti in cui saremo costretti dalla distanza, dal poco tempo a disposizione e dalla tecnologia ancora immatura.
Ma quest’esperienza sarà anche una grandiosa opportunità di crescita, di confronto e di maturazione per tutti noi ed è questo che ci entusiasma di più: l’idea di creare fraternità tra persone di estrazione, cultura, geografia così diverse: è già tutto questo una testimonianza, che osiamo mettere di fronte a chi le barriere le innalza rimettendo in piedi steccati che credevamo dissolti dal tempo e dal lavoro delle generazioni che ci hanno preceduto.
È anche questo certamente fa parte dei motivi per cui oggi siamo qui.
Bene, non togliamo ora altro tempo al lavoro e diamo il via alla eQuipe!